Levanto tra fidejussioni,
fisco e nuovi box sul mare

Un milione e 600 mila euro. A tanto ammonta il mutuo che la società “Levante Sviluppo Spa” ha contratto con la banca Carispezia per la realizzazione del depuratore intercomunale in località Vallesanta. E che il consiglio comunale di Levanto sarà chiamato a garantire con una fidejussione  nella seduta in programma mercoledì 27 gennaio alle ore 18,30 (clicca e leggi qui).

“Fidejussione” significa che, nel caso in cui Levante Sviluppo non dovesse riuscire a pagare, interverranno le casse comunali. Cioè, i cittadini. Un’ipotesi remota, sostiene però l’amministrazione guidata dal sindaco Ilario Agata. Che, lo ricordiamo, di Levante Sviluppo è stato presidente dal 2010 al 2015. Andiamo allora a vedere nel dettaglio la situazione. Non prima però di avere ricordato che Levante Sviluppo è partecipata al 90% dal Comune di Levanto e al 10% da quello di Bonassola. E che, a sua volta, Levante Sviluppo detiene il 51% di “Levanto Waterfront srl”, il cui restante 49% è diviso in due quote: il 25% alla società “Sirce srl” di Parma e il 24% all’impresa “Queirolo Roberto srl” di Levanto.

Negli ultimi anni Levante Sviluppo ha sempre chiuso il bilancio in perdita: -1.460 euro nel 2011, -37.970 euro nel 2012, -62.942 euro nel 2013, -120.607 euro nel 2014. Nonostante questa situazione economica, Levante Sviluppo si è impegnata a pagare un mutuo (la cifra non è nota) che la sua partecipata Levanto Waterfront ha contratto con l’agenzia Carispezia di Levanto. Ma Levanto Waterfront è stata oggetto di un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate della Spezia: in data 21 ottobre 2014 è stato infatti emesso a carico della società l’avviso di accertamento numero TL  703T401350, dove vengono contestati alla società ricavi non dichiarati pari a 1.492.457 euro, per cui si dovrebbe pagare una differenza di imposta pari a 681.147 euro,  oltre a sanzioni per 227.157,33 euro. Il totale fa 908.304,33 euro. Una bella sberla, insomma, contro cui Levanto Waterfront ha presentato ricorso. Tutto questo è riportato nel verbale dell’Assemblea totalitaria di Levante Sviluppo del 15 giugno 2015 (clicca e leggi qui).

Nel corso della stessa assemblea, Levanto Waterfront è stata definitivamente posta in liquidazione dando così seguito alla delibera del Consiglio comunale di Levanto n. 2 del 28 marzo 2015 in cui si legge la seguente motivazione: “(…..) la società ha esaurito le proprie finalità, l’amministrazione ritiene sussistano i presupposti per avviare un processo di liquidazione della società entro il 31.12.2015. (…..)” (clicca e leggi qui). Inoltre (come si legge a pag. 3 del verbale), l’assemblea ha deliberato di svalutare il capitale pubblico investito da Levante Sviluppo a favore di  Levanto Waterfront  da 84.483 euro a 1 (uno) euro, con una perdita secca di 84.482 euro di denaro pubblico. Cioè, dei cittadini.

Levanto Waterfront (del cui consiglio di amministrazione l’attuale sindaco ha fatto parte dal 2014 al 2015, oltre ad essere stato rappresentante del Comune di Levanto nel 2010, l’anno di esercizio a cui si riferisce l’accertamento fiscale, effettuato invece materialmente nell’agosto 2013) viene messa così in liquidazione in data 8 luglio 2015 con atto notarile numero 40881 (clicca e leggi qui).

Questa situazione non ha però impedito che in data 20 ottobre 2015 il Comune di Levanto rilasciasse l’Autorizzazione Paesaggistica n. 45 alla stessa società Levanto Waterfront relativa a “Lavori di trasformazione rilevato ferroviario in attuazione del P.U.O. relativo al secondo lotto del Distretto di trasformazione da approvarsi tramite il procedimento di  conferenza di servizi avviata con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 22 del 07 giugno 2012, in località Lungomare Amerigo Vespucci – Pratica edilizia n. 250/2013” (clicca e leggi qui).

Ma non è ancora tutto. In data 26 novembre 2015 il Comune di Levanto ha convocato una Conferenza di Servizi in sede deliberante in cui è stato approvato il progetto esecutivo relativo al Distretto di trasformazione n.1 lotto 2, in Lungomare Amerigo Vespucci (clicca e leggi qui): un progetto che prevede 117 nuovi box privati e 62 parcheggi a rotazione in riva al mare e contro il quale nel 2012 avevano già preso posizione ed espresso dubbi Legambiente e FAI, mentre lo stesso Comitato Vallesanta aveva raccolto 600 firme di cittadini contrari all’opera. Dunque, il Comune di Levanto ha affidato la realizzazione del “secondo lotto” a Levanto Waterfront:  cioè a una società in liquidazione e con un procedimento fiscale in corso.

(N.B. Tutte le notizie riportate sono desunte da documenti ufficiali reperibili su siti istituzionali e perciò a disposizione di tutti i cittadini)