Partecipate e trasparenza:
un’occasione imperdibile

L’impiego di denaro pubblico può comportare il rischio di problemi fiscali, se non addirittura giudiziari, quando certe scelte vengano dettate dall’urgenza – vera o presunta – e, quindi, tralasciando o alterando gli obbligatori principi di legalità e trasparenza. Sta succedendo oggi a Monterosso, con alcuni lavori post-alluvione; è successo ieri a Levanto, con i lavori del primo lotto del waterfront. Come abbiamo infatti già scritto, l’Agenzia delle entrate della Spezia ha emesso un accertamento fiscale di 1.492.457 euro per presunti ricavi non dichiarati e costi non deducibili della società pubblico/privata Levanto Waterfront srl di cui è socio di maggioranza il Comune di Levanto attraverso la società pubblica Levante Sviluppo Spa. Accertamento contro cui, peraltro, la società ha opposto ricorso.

Tutto questo dovrebbe far riflettere il  sindaco di Levanto e i suoi amministratori e far cadere ogni resistenza a non rendere pubblico davvero tutto ciò che riguarda la gestione del denaro pubblico: perché la “trasparenza amministrativa”, tanto conclamata in pubbliche manifestazioni, in delibere del consiglio comunale e in delibere dei consigli di amministrazione delle società partecipate, all’atto pratico spesso finisce invece per essere così tanto trasparente da diventare invisibile.

Eppure la legge 33/2013, all’articolo 1 comma 1, enuncia che “La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul  perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. Una disposizione, questa, che dovrebbe essere ben nota in piazza Cavour e dintorni: tanto che nel 2013  l’allora presidente di Levanto Waterfront, ostinato a non voler dare ai consiglieri di opposizione i documenti relativi alla gestione della sua società pubblica, rivolse addirittura un’interrogazione al Consiglio dei ministri. La risposta che arrivò da Roma non lascia adito a dubbi (clicca e leggi qui il testo di domanda e risposta).

Che la trasparenza sia spesso invocata ma poco praticata si può desumere anche da ciò che il 13 febbraio 2012, durante il consiglio comunale di Bonassola, nella discussione della delibera n. 2 “Interpellanza Gruppo PDL in data 25/01/2012 ad oggetto Levante Sviluppo”, l’attuale sindaco di Levanto rispondeva nelle vesti di presidente della Levante Sviluppo Spa circa un “rimborso” di 157 mila euro alla società controllata Levanto Waterfront. Il testo è lungo, ma può essere illuminante per chi voglia farsi un’idea dei criteri con cui a volte viene gestito il denaro pubblico (clicca e leggi qui).

L’assessora al Bilancio di Levanto – che nell’ultimo consiglio comunale è stata relatrice della delibera relativa alla fidejussione a garanzia di un mutuo di 1.600.000 euro a favore di Levante Sviluppo Spa – prima di entrare a far parte dell’amministrazione comunale, attraverso “Rosso di Levanto – Foglio di informazione politica di Rifondazione Comunista”  nel maggio 2007 attaccava la mancanza di trasparenza e l’incompetenza degli allora amministratori (clicca e leggi qui). Adesso ha un’occasione imperdibile, vista l’importante carica che oggi ricopre, per rendere pubblico tutto ciò che riguarda i risultati economici ottenuti a vantaggio delle casse comunali dalle varie operazioni immobiliari (vendita di locali commerciali, artigianali e box auto nel  “Lotto 1”; vendita delle scuole di Lizza e Dosso; vendita dell’ex stazione ferroviaria) condotte da Levante Sviluppo e da Levanto Waterfront. La quale ultima società – lo ricordiamo ancora una volta – a luglio è stata posta in liquidazione dall’amministrazione comunale, ma a dicembre si è vista invece approvare il progetto esecutivo per la realizzazione del ”Lotto 2”: chissà se “Rosso di Levanto” avrebbe catalogato anche questa tra le «pratiche a dir poco discutibili»?

(N.B. Tutte le notizie riportate sono desunte da documenti ufficiali reperibili su siti istituzionali e/o da archivi di consiglieri comunali di presenti o passate amministrazioni nei Comuni di Levanto e Bonassola)