Bilancio consolidato, ecco
la grandissima coalizione

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Dalle dichiarazioni contenute negli ultimi articoli pubblicati sul Secolo XIX (clicca qui) è lecito pensare che a Levanto stia nascendo un nuovo ordine politico-amministrativo, lo stesso che si sta definendo a livello nazionale con l’approvazione dell’ennesima legge elettorale: una “grande coalizione” tra centrodestra e centrosinistra. Infatti, negli articoli sull’approvazione del bilancio comunale (cioè, il principale documento di programmazione economica e politica del Comune) risalta che la sintonia tra il Sindaco (Pd), la capogruppo di opposizione (Fratelli d’Italia), nonché (salvo smentite) l’assessora al bilancio (Rifondazione Comunista) è totale: cioè, siamo addirittura arrivati alla “grandissima coalizione”, dall’estrema destra all’estrema sinistra.

Da tempo il Comitato Vallesanta chiede al Sindaco (che ricordiamo essere stato presidente della Levante Sviluppo SpA nonché consigliere di amministrazione della Levanto Waterfront srl) e all’assessora al bilancio la pubblicazione dei conti delle società partecipate, con il bilancio consolidato reso pubblico in modalità analitica e dettagliata (cioè la pubblicazione di tutti i dati e le cifre che conducono ai risultati delle singole voci del bilancio) da cui potrà  emergere se la trasparenza amministrativa sia solo invocata o invece veramente praticata. (Per consultare o scaricare i bilanci relativi al 2015 di Levante Sviluppo Spa e Levanto Waterfront srl clicca qui e poi qui).

Il Comitato teme che la svalutazione e la (s)vendita degli immobili (piano terra della vecchia stazione FS, negozi e box del fronte a mare) attualmente di proprietà delle società Levante Sviluppo SpA e Levanto Waterfront srl (ambedue in liquidazione per cessazione dell’attività) porteranno a un sostanziale aggravio nelle casse comunali: circola addirittura voce che il pianoterra della vecchia stazione FS da una base d’asta stimata in oltre 1,6 milioni di euro sarà ceduto per appena 700 mila euro, cioè – se fosse vero – 900 mila euro in meno. Altre centinaia di migliaia di euro potrebbero essere perse anche con la svalutazione e la (s)vendita degli immobili (negozi e box del fronte a mare).

E’ apprezzabile la dichiarazione rilasciata al Secolo XIX del 12 ottobre dall’ex-assessore Luigi Lapucci  (“Sono uscito dell’amministrazione perché non condividevo le scelte, ma continuerò a occuparmi di Levanto per i cittadini e per le duecento persone che mi hanno votato”: clicca qui). Ma ai fini di una reale trasparenza amministrativa, sarebbe anche utile ai cittadini – elettori di Lapucci e non – conoscere quali siano state le scelte non condivise che lo hanno portato alle sue dimissioni e che ad oggi restano ancora sconosciute.