Denaro e opere pubbliche
ma quale trasparenza?

foto sito

E’ opinione diffusa che le società partecipate dai Comuni o da altri enti statali (sia in forma pubblica che in forma pubblico/privata) siano state e siano tuttora una delle tante cause dell’aumento del debito pubblico: una di queste è la mancanza di notizie (trasparenza amministrativa) circa le attività svolte da tali società. In particolare, le modalità con cui si indirizza e si utilizza il denaro pubblico: i progetti sono infatti segreti e resi pubblici a cose fatte, i bilanci e le attività sociali non sono resi pubblici oppure lo sono ma in forma estremamente sintetica.

Levanto non sfugge a questa mala gestione. Il 25 settembre 1998, quasi vent’anni fa, il Comune costituì la “Levante Sviluppo S.p.A.”, società oggi posta in liquidazione per la definitiva chiusura: nessun bilancio però è stato mai pubblicato e nessuna relazione sulle attività della società è stata mai resa pubblica. E dire che la società, oltre ad aver costituito  a sua volta (il 10 luglio 2006) un’altra società denominata “Levanto Waterfront srl” (oggi in liquidazione per la definitiva chiusura), ha svolto una intensa attività: la compravendita degli immobili scolastici di Lizza e Dosso, la compravendita dell’ex stazione ferroviaria, la compravendita di gran parte dell’ ex viadotto ferroviario (fronte a mare di Vallesanta), la realizzazione e la  compravendita (attraverso la controllata “Levanto Waterfront srl”) dei box e dei negozi del fronte a mare di Vallesanta, la compravendita (attraverso la controllata “Levanto Waterfront srl”) dei terreni dove sorge il depuratore (oltre 10 mila metri quadri di terreni limitrofi), la gestione degli appalti e dei lavori per la costruzione del depuratore. Si tratta di denaro pubblico per decine di milioni di euro, peraltro (in gran parte) gravati da accertamenti dell’Agenzia delle Entrate di cui sono sconosciuti (o nascosti) gli esiti.

Destano così stupore alcune notizie pubblicate nei giorni scorsi sul Secolo XIX. A proposito del fronte a mare si apprende, dalle dichiarazioni dell’ex assessore Luigi Lapucci (1 novembre, clicca qui), che esiste un ulteriore progetto, si presume commissionato dal Comune di Levanto, per la sistemazione del tratto Ghiararo-Gritta del fronte a mare. Sorge una domanda: chi pagherà nel frattempo i cospicui costi del faraonico progetto commissionato dalla  “Levanto Waterfront srl” nello stesso tratto Ghiararo-Gritta (il cosiddetto “secondo lotto”) per la realizzazione di 161 box auto con soprastante parco urbano?

Inoltre, a proposito del depuratore sempre dal Secolo XIX si viene a sapere (6 novembre, clicca qui) che alcuni cittadini lamentano i forti odori che rilascia nell’aria. Sorgono altre domande: è provato che il depuratore effettivamente svolga la regolare depurazione fognaria? Sono vere le voci che dicono che il depuratore sia affetto da cronico malfunzionamento? E’ vero che alcuni mesi fa sono state rilevate parti di impianto non idonee e che per sostituirle (nei primi giorni di agosto) si sia dovuti intervenire con la demolizione di un solaio in cemento armato? Siamo certi che l’impianto non sia spesso in funzione “by-pass”, cioè scarichi direttamente in mare escludendo la fase di depurazione?

Al Sindaco (che ricordiamo essere stato per molti anni Presidente nonché Consigliere di amministrazione di tutte le società partecipate) chiediamo, riprendendo un passaggio del suo programma elettorale, risposte chiare e trasparenti: «per fare un rendiconto alla cittadinanza in merito alle attività svolte»…