Casinò chiuso, errori
e fidejussioni a rischio:
non paghino i cittadini!

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A meno di un anno dal nostro post del 16 dicembre 2017 (clicca qui), il Casinò di Levanto torna a far parlare di sé. E lo fa ancora in termini negativi, con l’ennesima chiusura di quello che dovrebbe essere “il fiore all’occhiello” dell’offerta turistica levantese.  Non bastava dunque un’estate contrassegnata da odori e sversamenti di liquami in mare dal depuratore “di ultima generazione”; dall’insabbiamento del golfo; dallo sterrato del “Parco Massola” adibito a parcheggio per auto sopra i pozzi dell’acqua potabile. Così, dopo tre anni di annunci trionfalistici e stupefacenti, oggi si constata l’inconsistenza e la superficialità dell’amministrazione Agata. Condita da  malamministrazione  del territorio e del denaro pubblico. Eppure, nonostante il possibile inquinamento delle acque marine e delle acque potabili, oltre alla malagestione del territorio e degli immobili pubblici, si continua a parlare di rilancio e di aumento dei flussi turistici…

Ricapitoliamo la vicenda. Nel 2015 il sindaco riteneva indispensabile istituire la Direzione Generale della Levante Multiservizi srl:  “(…) diciamo che è da un po’ di tempo che si parlava della possibilità che il CDA nella sua componente sia pubblica che privata, potesse nominare a direttore dell’azienda l’ex Sindaco Moggia. (…) l’Amministrazione e il Sindaco si aspettano un cambio di passo da parte della Levante Multiservizi soprattutto nell’offerta e nella qualità dei servizi: il tipo di assistenza, il tipo di biglietto da visita che vogliamo dare ai turisti, il tipo quindi di qualità che vorremmo mettere in campo e il tipo di dedizione e impegno che vorremmo che i dipendenti mettessero in campo, anche quelli a tempo determinato, nel soddisfare tutte le esigenze dei nostri turisti.. io penso che sia per tempo, che predisposizione e caratteristiche Maurizio Moggia sia l’ideale per dedicarsi in maniera importante a questo compito. (…)” (clicca qui).

Oggi però si scopre dal Secolo XIX che il Sindaco attiverà un contenzioso con la società che avrebbe dovuto rilanciare il Casinò : “C’è una denuncia – dice il sindaco Ilario Agata – aspettiamo l’esito del contenzioso per rivedere il futuro del Casinò” (clicca qui).

Ma come? Eppure il 27 agosto 2016 sul sito internet del Comune di Levanto era apparso un comunicato dai toni pieni di soddisfazione (clicca qui) dove si annunciava che  la “Levante Multiservizi srl”, la società partecipata dal Comune di Levanto al 60% e dai privati al 40% e titolare della concessione dello storico edificio del Casinò Municipale, affidava fino al dicembre 2020 la locazione di bar e ristorante situati al piano terra alla ditta “Synesthesia srl” di Monza «con un’offerta economica di 57.700 euro annui e ottenendo una valutazione complessiva di 92,25/100 sul complesso dei requisiti richiesti, superando la società levantese di A.L. che aveva partecipato alla gara e che ha ottenuto una valutazione complessiva di 64,12/100». Seguivano dichiarazioni soddisfatte del presidente di Levante Multiservizi, Vittorio Tuvo, dell’amministratore delegato della società, Davide Daneri, e del  sindaco di Levanto, Ilario Agata. Tra le varie cose veniva messo in risalto che «bar e ristorante resteranno aperti tutto l’anno, con orari diversi tra estate e inverno».

A distanza di un anno la scelta non sembrava più così felice, tanto che il 15 dicembre 2017 sul Secolo XIX (clicca qui) veniva pubblicato l’articolo dall’eloquente titolo “Il bar Casinò resta chiuso / l’assenza dei gestori è un giallo”, precisando subito dopo: “Ferie finite, ma Synesthesia avrebbe pagato solo in parte”… E dire che la ditta di Monza era stata scelta proprio per «rilanciare soprattutto l’aspetto qualitativo dei servizi». E il sindaco Agata si era dichiarato «soddisfatto nel vedere che la gestione delle infrastrutture pubbliche e dei servizi ad esse connessi risulta particolarmente appetibile dagli imprenditori del settore»

Nuove trattative, nuovo accordo, nuovi annunci  pieni di soddisfazione e di autocelebrazione. Oggi però si scopre che «la ditta che lo gestisce non paga le quote di affitto», spiegando poi che «nel semestre 2017 i pagamenti non sono stati regolari, così come nel 2018»

Pazienza, verrebbe da dire: a coprire i mancati introiti ci sono sempre le fidejussioni a garanzia degli adempimenti contrattuali da parte degli affittuari. Infatti se le fidejussioni sono state bene esaminate prima della sottoscrizione del contratto, ritenendole adeguate, e in seguito si verificano inadempienze contrattuali, è facile escuterle e ricevere il pagamento.

In caso contrario si rende invece necessaria una azione legale. Ed è proprio quella che preannuncia il sindaco Ilario Agata. Se così fosse (e si sottolinea il “se”), significherebbe però che la direzione generale e gli amministratori della Levante Multiservizi non sarebbero stati adeguati a gestire neppure un semplice contratto di affitto. E quindi che il danno erariale dovrebbe essere pagato da chi ha materialmente sottoscritto il contratto. Di prassi, in questi casi un dirigente risponde infatti in prima persona e di tasca sua.

Si tratta infatti di un mancato introito per decine di migliaia di euro e di inadempienze che iniziano fin da subito dopo la stipula del contratto, senza calcolare il danno di immagine della storica struttura, che dovrebbe essere uno dei punti qualificanti di Levanto: non devono essere sempre e solo i cittadini a pagare per gli errori di amministratori e dirigenti. Il sindaco Agata perciò ora dica con chiarezza ai cittadini se le fidejussioni ci sono e, soprattutto, se sono valide. Altri discorsi non servono.