Verso le elezioni 2020:
a Levanto sboccia
il “paese delle meraviglie”

E’ iniziata la campagna elettorale che porterà al voto del prossimo anno per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Il Comitato Vallesanta sottopone alcune riflessioni sulla politica amministrativa locale ai cittadini di Levanto e a chi propone o proporrà la propria candidatura alle elezioni comunali del 2020

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Ormai è certo: oltre che “paese d’incanto”, Levanto è “paese delle meraviglie”. Lo scorso 19 marzo in consiglio comunale è stato approvato il bilancio di previsione per il 2019: cioè, l’ultimo anno di propaganda elettorale da parte dell’amministrazione Agata. Un’amministrazione che, si legge, ha provveduto a ripianare un debito di 750 mila euro: cioè  ” (…) all’azzeramento del disavanzo tecnico (…) che prevedeva un ammortamento trentennale in rate annuali da circa 25 mila euro e che è invece stato sanato nel giro di soli tre esercizi finanziari (…),  il Comune di Levanto guarda con ottimismo verso il futuro economico-finanziario dell’ente, può permettersi di mantenere invariate le imposte locali e continuare a garantire un forte sostegno al settore delle politiche sociali e nel contempo investire in maniera considerevole sulla realizzazione di nuove infrastrutture” (clicca qui).

Con questa premessa, entro fine anno o poco più, cioè prima delle elezioni comunali,  i levantesi assisteranno  alla “riqualificazione di via Dante e piazza Staglieno”; poi “proseguiremo con il piano degli asfalti e potenzieremo e ammoderneremo l’illuminazione pubblica. Inoltre, partirà il progetto del centro polivalente nell’ex cava di Prealba, e già prima dell’estate attueremo la terza tranche dei ripascimenti previsti per migliorare la qualità visiva delle acque marine contrastandone l’intorbidamento superficiale, realizzeremo la scala di accesso all’arenile dalla passeggiata della Pietra e (insieme a Bonassola) la spiaggetta per i cani sottostante la ciclopedonale, e, se ci perverranno in tempo utile le autorizzazioni, effettueremo un restyling della reception dello stabilimento balneare Casinò. Senza dimenticare che nei giorni scorsi Acam-Iren ha iniziato gli interventi per risolvere le situazioni critiche legate alla depurazione delle acque reflue nell’area di Vallesanta. Infine, ristruttureremo la sede della cooperativa agricola e completeremo la riqualificazione dei sentieri, per offrire un’interazione totale tra i percorsi pedonali nella vallata e quelli nel centro”.

A tutto questo si deve aggiungere il discusso parcheggio negli ex-Orti Massola, l’ormai famoso park multipiano in località Moltedi, nonché “il collegamento tra via Nuova Stazione (area Renault) e via Trento Trieste”, questi ultimi due annunciati fin dal 2009 da Levante Sviluppo (clicca qui), cioè dieci anni fa. E siccome da oltre 20 anni in ogni campagna elettorale ritorna la ristrutturazione dell’immobile della cooperativa agricola e il rilancio dell’agricoltura, appare strano che non sia stata aggiunta anche la promessa elettorale “cult”, cioè la piscina coperta. Il tutto da realizzarsi nel “magico anno” che precede le elezioni amministrative, per un importo di svariati milioni di euro. Parafrasando uno slogan in voga cinquant’anni fa, la “fantasia al potere” è arrivata ed è difficile non scorgere la demagogia che domina tutta la politica locale. Tante promesse, spesso confuse, ma intanto la realtà conduce ad altri fatti. Vediamoli.

Il trucco c’è: e si vede

Cominciamo subito con il dire che dopo tutte queste belle enunciazioni sul bilancio, se si ha la pazienza di esaminare l’allegato parere del revisore dei conti (clicca qui), lì spunta fuori la sorpresa. Infatti, ad oggi 2019, su ogni levantese (dal neonato al nonno) grava un debito di quasi 1.500 euro a testa, con un aumento di circa il 50 per cento rispetto al debito di 1.000 euro a testa del 2017. Per un totale di quasi 7 milioni e 800 mila euro di indebitamento…

indebitamento

C’è qualcosa che non torna: ma qual è la verità? Detto che il proclama dell’amministrazione Agata ricorda molto da vicino l’avanzo di bilancio milionario propagandato a fine mandato dall’amministrazione Moggia (clicca qui) ma pochi mesi dopo rivelatosi inesistente all’insediamento della giunta Agata (clicca qui), confessiamo la nostra imperfetta preparazione in materia e perciò, come sempre, restiamo umilmente in attesa di nuove lezioni di economia.

Bilancio “partecipato” via internet

Per una buona e reale partecipazione occorre prima una buona, comprensibile e trasparente informazione sulla realtà su cui si intende coinvolgere i cittadini. Ad esempio: sulla delibera di approvazione del bilancio preventivo 2019 oltre alla complessità degli allegati, si legge: “Illustra la proposta di deliberazione in oggetto l’Assessore Olivia Canzio. Dopo breve discussione – quale risulta dalla registrazione magnetofonica conservata agli atti e la cui verbalizzazione, successivamente trascritta, verrà approvata in un prossimo Consiglio (…)” . Detto che questa approvazione  è l’atto politico più importante e caratterizzante di un’amministrazione, desta non poche perplessità che il dibattito sia stato oggetto di “breve discussione” (di cui in delibera non risulta ancora traccia) (clicca qui). Senza entrare nel merito del criptico sito internet del Comune e il non certo diffusissimo suo utilizzo, se i cittadini levantesi avessero voluto “partecipare” alla redazione degli indirizzi di bilancio avrebbero potuto, entro il 21 gennaio 2019, collegarsi al sito del Comune di Levanto e compilare un modulo. E questo la dice lunga su come la propaganda della giunta Agata intenda la partecipazione e la trasparenza amministrativa (clicca qui).

Grandi opere con posta elettronica

Si apprende che prossimamente si procederà alla “riqualificazione di via Dante e piazza Staglieno”: si tratta di “un’opera complessiva da tre milioni di euro”. Nulla si conosce nel merito del progetto: tutto è demandato a un comunicato stampa (clicca qui).       Cioè, un’informazione riservata a pochi. E, a buon conto, “Il Comune ha già dato il via alla raccolta delle osservazioni dei titolari o gestori delle attività commerciali dell’area interessata dall’intervento: è possibile scaricare dal sito dell’ente il modulo apposito e inviarlo entro il 30 marzo alla mail sindaco@comune.levanto.sp.it. Un metodo opaco di procedere nella realizzazione di opere di importi per milioni di euro, metodo che si è già contraddistinto nella realizzazione del fronte a mare (è ancora in corso l’accertamento – con multa milionaria – dell’Agenzia delle Entrate) e del depuratore, di cui ancora oggi non si conosce la verità su quanto realmente sia stato pagato con le casse comunali.

Asfalti  e illuminazione pubblica

Ogni cittadino può verificare lo stato in cui sono ridotti gli asfalti delle strade e dello stato della pubblica illuminazione: parziali asfaltature (rappezzi) con cui si coprono i tombini, che per essere poi riaperti richiedono la rimozione dell’asfalto con conseguente buca; asfaltature appena realizzate che vengono rimosse per il passaggio di tubi fognari o utenze varie; illuminazione di dubbia efficacia e di dubbia estetica.

Centro da record nell’ex cava di marmo rosso

E qui siamo di fronte a un caso unico e raro di efficienza amministrativa. Il 5 ottobre 2015 la giunta Agata riceve il progetto da un’associazione privata per il recupero e la riqualificazione con impianti sportivi polivalenti dell’ex cava di marmo rosso; il 17 ottobre lo discute in giunta, delibera e emana il bando di gara; il 24 ottobre chiude la partecipazione  al bando di gara (clicca qui); il 27 ottobre approva l’accordo con la citata associazione essendo la vincitrice del bando quale unica partecipante alla gara (clicca qui). Il tutto in tre settimane. Vista la richiesta di documentazione per la partecipazione al bando di gara, si presume che in soli sei giorni nessuno potesse partecipare alla gara. Considerato che una delibera per essere efficace dovrebbe essere esposta all’albo pretorio per 15 giorni, i termini del bando di gara avrebbero dovuto essere successivi al 3 novembre 2015 (clicca qui).

Insabbiamento e ripascimento: avanti e indré

Siamo a Pasqua: cioè all’avvio della stagione turistica. E come ogni anno, con “procedura d’urgenza” assisteremo all’ennesimo dragaggio per creare il giusto fondale utile per l’attracco dei battelli allo scoglio della Pietra. E’ una nuova versione della “tela di Penelope”: in primavera, si preleva la sabbia davanti allo scoglio della Pietra e si sparge nella zona di ponente del golfo, in inverno il mare la riposiziona di nuovo davanti allo scoglio della Pietra. Avanti e indré, di anno in anno,  in attesa dei risultati di un indefinito studio che tutti sperano sia concluso prima del totale insabbiamento del golfo: da poco, anzi, ne è stato commissionato un altro, l’ennesimo (clicca qui e qui). Comunque sia, da tutti questi studi si viene a scoprire che il dragaggio intorbida l’acqua; non solo: gli “esperti” ci dicono che per ovviare al problema si deve spargere sabbia del Po, uno dei fiumi più inquinati d’Italia (clicca qui), la quale è necessaria anche per il ripascimento dell’arenile di ponente… Una domanda sorge spontanea: quale ragione scientifica vieta che l’eccesso di sabbia “indigena” nella zona di levante venga trasferito in giusta quantità a ponente, senza scomodare il Po?

Casinò municipale, fiore appassito

Il cosiddetto “fiore all’occhiello” da tempo è appassito. Da oltre vent’anni anni, per incapacità e approssimazione amministrativa, non esiste né un’idea né un progetto di utilizzo: lo stato di abbandono dell’immobile è evidente. E che dire delle ultime gestioni? Nel 2017 è stato affidato a una società di Monza: il sindaco Agata annunciava il “restyling” e il rilancio della struttura (clicca qui), invece il risultato è l’ennesimo abbandono, oltre al mancato introito nelle casse pubbliche di oltre 100 mila euro con relativa causa legale di cui è impossibile conoscere l’esito. Nel gennaio 2019 si procede ad un bando di gara per l’affidamento in locazione di parte dell’immobile con scadenza del contratto al 31 dicembre 2020. A due mesi di distanza, marzo 2019, compare un nuovo bando (!) in cui si pone un nuovo termine di locazione per anni sei + sei (totale 12 anni), cioè fino al 2031. Appare evidente che l’amministrazione Agata, in scadenza di mandato, lega la prossima amministrazione che verrà eletta a un contratto che pregiudicherà la disponibilità pubblica dell’immobile fino al 2031. Non c’è che dire: una bella eredità.

Depuratore in tilt e rete colabrodo

Il depuratore di “ultima generazione” è stato inaugurato nel 2016 (clicca qui) e in poco tempo si è rivelato inefficace e puzzolente (gli odori nella zona di Vallesanta e in molte zone centrali di Levanto sono inequivocabili). Per malagestione e conseguenti guasti l’impianto è fermo da molti mesi e per farlo ripartire (forse entro giugno: perciò, per ora si presume che lo scarico dei liquami fognari vada diretto in mare…) si dovranno sborsare oltre 600 mila euro (oltre ai costi per una presunta revisione del recente collegamento con le fognature di Bonassola: secondo fonti ufficiose sarebbe addirittura necessario realizzare una stazione di pre-trattamento dei liquami nel paese vicino…) che, con molta probabilità, i cittadini pagheranno con la bolletta dell’acqua. Non esiste una mappatura certa della rete fognaria nonché una mappatura dei collegamenti degli immobili a detta rete: si continua a porre rimedio agli sversamenti in strada dei liquami fognari con interventi di aspirazione con autobotti o parziali riparazioni. Inoltre, data la vetustà della rete fognaria, diversi borghi delle frazioni scaricano ancora a cielo aperto. Altro che “potenziamento della rete fognaria”: quella attuale è un colabrodo.

Sorpresa pasquale di urbanistica

Siccome in ogni uovo pasquale c’è sempre una sorpresa, l’amministrazione Agata ha convocato la Conferenza dei servizi per il rilascio dell’autorizzazione edilizia per la demolizione dell’edificio che ospita il mercato comunale in via XXV Aprile. Al suo posto verrà costruito un condominio con 9 fondi commerciali, 20 appartamenti (di cui 3 diventeranno di proprietà del Comune per social housing), 8 box auto, 7 posti auto, 4 posti moto, 6 cantine (clicca qui): sparisce così il vecchio mercato comunale che all’epoca (anni Ottanta) costò circa 1 miliardo di vecchie lire. Ancora da definire la sorte degli operatori commerciali durante i lavori. C’è poi da sperare che, visto il consistente aumento di utenze, il Comune provveda contestualmente ad adeguare la rete fognaria che nella zona è già abbondantemente in crisi: chiedere agli abitanti per averne conferma.

P.S. Ancora una domanda da fare

Non per essere “maniaco-ossessivi”, ma avremmo ancora una domanda da rivolgere al sindaco Agata, agli amministratori e a tutti i consiglieri comunali. Qualcuno sa/può/vuole dirci che fine abbiano fatto i circa 4 milioni di euro incassati da “Levante Sviluppo srl” per la vendita dell’ex stazione ferroviaria? E’ un dato di bilancio che non è mai stato “partecipato”.

Buona Pasqua a chi ci legge e buon anno elettorale a tutti i cittadini!