Verso le elezioni / 4
Quella consuetudine
di non informare
del ri-candidato sindaco

palme 2 copiaLa tradizione ancora una volta è stata rispettata: lasciare i cittadini all’oscuro delle decisioni prese nelle stanze di piazza Cavour. L’ultimo esempio in ordine di tempo è la “riqualificazione” dell’ex giardino pubblico delle palme tra corso Italia e via Mazzini. Dal Secolo XIX (clicca qui) apprendiamo che a minare la salute delle alte palme al già terribile “punteruolo rosso” ora si sarebbe aggiunta anche la micidiale “paysandisia archon”. Così l’amministrazione comunale è corsa ai ripari facendo tagliare le palme e la siepe, oltre ad abbattere una parte del muretto di recinzione per  creare un nuovo accesso per disabili. Tutto questo lo si apprende dalle parole del sindaco Ilario Agata che, con dovizia di particolari, integra quello che un assessore-ombra già aveva illustrato sui social  nei giorni scorsi.

Con magnanimità il sindaco spiega di “capire i nostalgici” ma che è intenzione della sua amministrazione “dare nuova vita al parco” e che i lavori termineranno “tra venti giorni, al massimo un mese”. E conclude affermando che “abbiamo necessità di avere aree verdi e parchi sempre più inclusivi”.

Premesso che allora non si capisce perché al posto della prevista area verde negli ex orti Massola la sua amministrazione abbia deciso di farne un parcheggio, il punto è un altro: di tutte questi importanti interventi – opere edili di demolizione parziale del muro di cinta, pavimentazione, estirpazione siepi, abbattimento alberi ad alto fusto – non sembra esserci traccia sull’albo pretorio online del Comune di Levanto. E infatti non si riesce a prendere visione di:

1) autorizzazione edilizia e paesaggistica con relativi allegati tecnici;

2) autorizzazione all’abbattimento degli alberi;

3) progetto esecutivo dell’impianto della zona verde con relazione tecnico/dimensionale;

4) computo metrico e relativi costi del complesso delle opere.

Sarebbe davvero “trasparente”, oltre che obbligo di legge, informare compiutamente i cittadini prima dell’esecuzione delle opere. Anche perché giova ricordare che gli Alberi Monumentali della Liguria sono tutelati come patrimonio di particolare interesse naturalistico, ambientale e storico culturale dalla L.R. n. 4 del 22/01/1999 (art. 12) che ha recepito la norma nazionale (art. 7 della legge 14 gennaio 2013, n.10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) e che possono rientrare tra gli alberi monumentali “gli alberi ad alto fusto (vivi o morti; ndr) inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, giardini, orti botanici e residenze storiche private”.

Una consuetudine, questa di dimenticare di dare informazioni puntuali e tempestive ai cittadini attraverso i canali ufficiali, che ha accompagnato tutti i cinque anni dell’amministrazione Agata. E che ha buone possibilità di ripetersi anche nei prossimi cinque anni: da fonti a livello provinciale molto attendibili, risulta infatti che, nonostante tutti i suoi ripetuti dinieghi, il dottor Agata sarà di nuovo candidato alle prossime elezioni comunali che dovrebbero tenersi nel mese di ottobre. E una conferma sembrerebbe venire dall’infittirsi di presenzialismo mediatico del sindaco negli ultimi giorni.

E a proposito di mancanza di informazione: mentre con solerzia e con tanto di documentazione fotografica l’amministrazione comunale annuncia trionfalmente su internet e sulla stampa locale la pulizia di una strada o quella di una cunetta, che dire dei lavori in corso nei pressi dei giardini pubblici di piazza Staglieno, con una ditta che con grossi camion e sbuffi di vapore sta inserendo una tubatura bianca nei tombini dell’appena rifatta pavimentazione? “Rifasciano all’interno i tubi della fognatura vecchi”, qualcuno ha spiegato sempre sui social. Domanda banale: perché “vecchi”visto che erano appena stati posati tubi nuovi? Cos’è successo? Anche in questo caso i cittadini attendono spiegazioni.

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In aggiunta all’immancabile e annuale dragaggio dei fondali nei pressi della Pietra, poi possiamo sempre accontentarci del monte di sabbia del Po in attesa di essere distribuito sulle spiagge per il ripascimento. Ma dell’esito dei numerosi studi commissionati (e pagati con denaro pubblico) sull’insabbiamento del golfo non si è più avuto notizia.

05 sabbiaAspettiamo fiduciosi, incrociando le dita perché quest’estate il nostro mare venga almeno risparmiato dalle famigerate “alghe francesi” che – così si dice – lo starebbero minacciando.